Blog Prove infedeltà coniugale

11. ago, 2020

 

Le indagini private sono oggi maggiormente richieste per casi di infedeltà coniugale. Allora vediamo quali sono i consigli migliori degli esperti in merito al comportamento del compagno fedifrago e al da farsi.

 

Ci segnali che indicano un compagno traditore

 

Ci sono diversi segnali che indicano un compagno fedifrago. La prima cosa che indica un comportamento sospetto è l’uso che si fa del telefono smartphone. Il partner che ha una relazione spesso tiene il telefono su modalità silenzioso in maniera che non vibri o suoni ogni volta che l’amante lo contatta. In altri casi, il telefono può essere addirittura spento per evitare di esser scoperto. Lo smartphone non è mai lasciato incustodito e chi tradisce lo  porta con sé in ogni ambiente delle casa. Inoltre, è molto comune che il telefono venga lascito coperto cioè con lo schermo verso il basso.

Altri segnali tipici che indicano una possibile relazione extra coniugale sono una maggiore cura di sé e del vestiario, biancheria intima nuova, tante uscite con gli amici o le amiche, riunioni di lavoro che si protraggano fino a tardi o comune un orario di rientro a casa sempre dopo l’orario abituale.  Più di questi segnali possono davvero indicare la presenza di un compagno traditore che ha una relazione extra.

Che cosa fare

Nel caso in cui si abbia il forte sospetto che il partner abbia una relazione extra coniugale, è bene mantenere la calma senza perdere la testa. ovviamente non è faille, ma occorre recuperare un po’ di lucidità per pensare al da farsi. Non si deve infatti insospettire il partner e di può invece iniziare a segnare i giorni in cui torna tardi o va fuori per lavoro tutto il giorno. Un’altra regola da seguire in questi casi è evitare di raccontarlo ad amici e parenti che potrebbero iniziare a seguire il compagno fedifrago, facendolo insospettire. Il lavoro del pedinamento è da riservare esclusivamente al detective privato che sa come agire in questi casi. L’inesperienza di un principiante potrebbe compromettere tutto il caso!

 

11. ago, 2020

Le indagini dei un detective privato possono esser richieste da chiunque in ogni momento per aiutare a risolvere dei problemi diversi. Tutti nella loro vita hanno prima o poi un caso un po’ difficile da sbrogliare che può richiedere l'intervento di un esperto di questo calibro. In molti pensano di poter fare da soli, ma in realtà non hanno gli strumenti necessari. L’ideale è sentire sempre un’agenzia investigativa che è pur sempre disponibile a dare anche solo delle semplici indicazioni generali sul da farsi. A volte, un consulto investigativo si può anche concludere con il suggerimento di un altro esperto, come un avvocato divorzista, patrimoniale etc. Ecco allora quali sono i due ambiti principi di intervento dell’investigatore privato per capire meglio di che cosa si occupa e quali servizi offre.

Ambito famigliare e personale

La maggior parte delle volte che si richiede un intervento del detective privato, lo si fa per sospetta infedeltà coniugale. Va specificato che il team di investigazioni non può violare telefoni, computer e simili ma può invece eseguire dei pedinamenti professionali.

Altri casi che capitano in questo ambito riguardano minacce, stalking, vessazioni e violenza domestica. Altri chiamano per un controllo su soggetti diversi, come dipendenti da droghe, gioco o alcol, sulle assistenti domiciliare detta volgarmente badanti o anche sui figli minori. Infine, anche i casi di persone scomparse sono spesso eseguite dai privati piuttosto che dalle forze dell’ordine.

Ambito aziendale e professionale

I controlli affidati a un detective privato in ambito aziendale e professionale possono riguardare i controlli sui dipendenti, prima o dopo l’assunzione, ma anche soci in affari. In altri casi la richiesta è quella di bonifiche ambientali per verificare la presenza o meno di microfoni spai per il furto di informazioni riservate, segreti aziendali, violare brevetti e simili. Anche i pedinamenti di dipendenti in finta malattia sono richieste molto comuni da parte delle imprese e delle aziende, soprattutto quelle private più che pubbliche.

 

11. ago, 2020

Incontri-Extraconiugali, se un tempo era l’ombrellone il luogo giusto per un flirt, oggi l’ambiente ideale per tradire è diventata la città

 

 

Quando la moglie è in vacanza

molti tra uomini e donne hanno già organizzato finte trasferte di lavoro per recarsi dall’amante residente in un’altra città, o prenotato una vacanza solo per il partner e i figli avendo quindi la sicurezza di avere campo libero a casa propria.

«Piccole fughe d’amore per fuggire dalla monotonia che spesso consentono anche di salvare un matrimonio che altrimenti sarebbe destinato a naufragare», sostiene il fondatore della piattaforma di incontri.

 

Italiani: chi tradisce di più, dove e perché

Indipendentemente dal sesso, oltre la metà della popolazione italiana (67%) ha ammesso di aver ceduto alla tentazione della scappatella, almeno una volta all'interno della stessa relazione. Liberi professionisti (15%), imprenditori (12%) e dirigenti (9%) sono i più assidui a lasciarsi andare durante i momenti della giornata che, stando al sondaggio, risultano i più confacenti agli incontri extraconiugali, ovvero il mattino (47%) e la pausa pranzo (30%).

Curioso, poi, appare il dato secondo cui un traditore su due possiede un animale domestico, magari – chissà – alibi perfetto per improvvisare l’urgenza di una passeggiata necessaria con l’amico a quattro zampe.

Le città italiane che sono risultate più colme di persone predisposte all’infedeltà sono quelle più grandi e ad alta densità demografica, ovvero, in successione,  MILANO, TORINO, FIRENZE, BOLOGNA, GENOVA, VERONA, CATANIA, PADOVA,

 

I motivi che spingono un uomo o una donna vanno dalla noia (38%) alle scarse attenzioni ricevute dal partner (33%), passando per l’insoddisfazione per la propria vita sessuale (29%).

 

classifica per i tradimenti: Italia seguono Spagna e Francia

La classifica vede come Paese in cui si è propensi a tradire il partner: Thailandia - Danimarca - Germania - Italia - Francia - Belgio - Norvegia - Spagna - Finlandia - Regno Unito

 

La classifica delle nazioni più infedeli è stata stilata dal portale dedicato a chi cerca un'avventura fuori dalla coppia.

Il sondaggio svolto a livello europeo ha visto il nostro Paese al primo posto in quanto alla propensione a tradire. In testa Italia, Spagna e Francia: oltre la metà della popolazione italiana (58%) e spagnola (53%) ha infatti ammesso di aver tradito almeno una volta il proprio partner. E quasi sullo stesso livello, al terzo posto con il 49%, si collocano sul podio anche i francesi.

 

Il resto della Top 10 è composta da Germania (48%), Belgio (46%), Regno Unito (45%), Austria (42%), Danimarca (39%), Finlandia (37%) e Norvegia (36%).

11. feb, 2019

Prove infedeltà coniugale

Hai problemi con il coniuge, vuoi separarti ma non conosci le normative?

Devi affrontare un divorzio e non sai come fare?

Violazione della privacy

(Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza del coniuge)

Spiare il coniuge anche se ti tradisce è reato

 

Violare la privacy del compagno, sbirciando nel telefono o tra le chat può essere un illecito penalmente rilevante

Oggi i social network e le moderne tecnologie hanno senza dubbio (e purtroppo) aumentato le possibilità di tradimento, creando un mondo virtuale altro rispetto a quello reale ma ad esso complementare. Le opportunità di incontrare nuove persone si sono moltiplicate e con esse pure le tentazioni per i fedifraghi.
Allo stesso tempo, però, sono aumentate anche le possibilità per chi sospetta un tradimento del partner di verificare la fondatezza dei propri dubbi senza dover necessariamente controllare che sui colletti delle camicie non ci siano stampi di rossetto o che sugli indumenti o nelle tasche non ci siano altri indizi di tradimento.

 

Oggi, infatti, basta dare uno sguardo al cellulare, aprire di nascosto la casella e-mail o introdursi di soppiatto nel profilo facebook del compagno per scoprire tutto e di più su un'eventuale relazione segreta.
Ma questa attività di "spionaggio" è lecita? O invece si rischia (magari del tutto ingenuamente) di incappare in conseguenze di carattere civile o addirittura penale?
La seconda ipotesi è quella vera: lo spionaggio è tutt'altro che lecito! E non serve ingegnarsi troppo per incorrere in responsabilità.

 

Se la giurisprudenza ci ha raccontato casi di persone condannate per illecita interferenza nella vita altrui ai sensi dell'articolo 615-bis c.p. per aver introdotto delle telecamere in un'abitazione per riprendere i supposti (e poi effettivi) incontri del partner con l'amante, ad aver avuto guai con la giustizia sono state anche persone tecnologicamente meno evolute.


Basti pensare che consultare una chat altrui violando la relativa password di sicurezza può configurare il reato di accesso abusivo a un sistema informatico o telematico. Lo stesso reato può essere posto in essere anche da chi consulti la chat quando è già aperta, approfittando della momentanea assenza dalla postazione pc del titolare dell'account.


Accedere all'e-mail, invece, è comportamento passibile di condanna ai sensi dell'articolo 616 del codice penale, che sanziona chi viola, sottrae o sopprime la corrispondenza.


E che dire di chi crea un falso account per fingere di essere un'altra persona e svolgere la propria attività investigativa? Il questo caso c'è la sostituzione di persona sanzionata dall'articolo 494 del codice penale.
I temerari che per ira o rancore decidano di sfidare l'ordinamento e rischiare una condanna sappiano poi che l'unico obiettivo che potrebbero raggiungere con i predetti mezzi sarebbe quello di scoprire (o credere di aver scoperto) la verità.


Le risultanze dello "spionaggio", infatti, in quanto acquisite illecitamente e violando la riservatezza del partner, non possono essere utilizzate come prove nell'eventuale giudizio di separazione per richiederne l'addebito, nonostante non manchino opinioni di segno contrario (che spariscono quando si parla di utilizzabilità di simili prove nel processo penale, dato che l'articolo 191 del codice di procedura penale esclude espressamente, salve poche eccezioni, l'utilizzabilità di prove acquisite in violazione di divieti stabiliti dalla legge).

 

ll diritto alla riservatezza è un diritto fondamentale della persona tutelato dalla stessa Costituzione, che all'art.2 “garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo che nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità". Si tratta di un principio generale, che ha come corollari altre norme, e in particolare l'art.15 Cost. relativo all' inviolabilità della corrispondenza. Si tratta di diritti che in generale non sono comprimibili o limitabili neanche in un rapporto coniugale o di convivenza.


 
In altre parole, il matrimonio o la convivenza more uxorio non valgono ad escludere il rispetto della privacy dei componenti la coppia: il diritto alla riservatezza in quanto diritto personalissimo, permane in capo a ciascuno di essi.

Il diritto alla riservatezza, quindi , non può essere sacrificato in alcun modo dalla necessità di provare questioni private: i casi di infedeltà vanno scoperti in modo diverso dallo “spionaggio coniugale”, ad esempio scegliendo delle agenzie investigative che utilizzino metodi leciti e consentiti dalla legge.

I controlli sui tabulati telefonici, sugli SMS del cellulare, le intercettazioni telefoniche e il controllo delle caselle di posta elettronica non sono consentiti e costituiscono reato penale (art. 616 codice penale in merito alla violazione della corrispondenza ordinaria che si estende anche quella informatica o telematica).


In conclusione, inoltre l'infedeltà coniugale non comporta nessuna conseguenza sul regime di affidamento dei figli: anche in questo caso vige la regola dell' affidamento condiviso.


 
La violazione dell'obbligo di fedeltà, che abbia determinato la crisi dell' unione, comporta la sola possibilità di addebito della separazione a carico del coniuge adultero con conseguente diritto al solo assegno alimentare e non a quello di mantenimento (qualora il coniuge versi in uno stato di indigenza)e la perdita di ogni diritto successorio nei confronti dell' altro coniuge.

Art. 616 C.P. Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prendere o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime, e' punito, se il fatto non e' preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire sessantamila a un milione. Se il colpevole, senza giusta causa, rivela, in tutto o in parte, il contenuto della corrispondenza, e' punito, se dal fatto deriva nocumento ed il fatto medesimo non costituisce un piu' grave reato, con la reclusione fino a tre anni. Il delitto e' punibile a querela della persona offesa. Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per "corrispondenza" si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza (1). (1) Comma cosi' sostituito dall'art. 5, L. 23 dicembre 1993, n. 547

 

La legge:

Codice penale – sezione v “dei delitti contro la inviolabilità dei segreti”
Art. 616 Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza: Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prendere o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime, e’ punito, se il fatto non e’ preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire sessantamila a un milione.


Se il colpevole, senza giusta causa, rivela, in tutto o in parte, il contenuto della corrispondenza, e’ punito, se dal fatto deriva nocumento ed il fatto medesimo non costituisce un più grave reato, con la reclusione fino a tre anni.


Il delitto è punibile a querela della persona offesa.
Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per “corrispondenza” si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza (1). (1) Comma così sostituito dall’art. 5, L. 23 dicembre 1993, n. 547.

Art. 617 Cognizione, interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche:
Chiunque, fraudolentemente prende cognizione di una comunicazione o di una conversazione, telefoniche o telegrafiche, tra altre persone o comunque a lui non dirette, ovvero le interrompe o le impedisce e’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, la stessa pena si applica a chiunque rivela, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, in tutto o in parte, il contenuto delle comunicazioni o delle conversazioni indicate nella prima parte di questo articolo.
I delitti sono punibili a querela della persona offesa; tuttavia si procede d’ufficio e la pena e’ della reclusione da uno a cinque anni se il fatto e’ commesso in danno di un pubblico ufficiale o di un incaricato di un pubblico servizio nell’esercizio o a causa delle funzioni o del servizio, ovvero da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione d’investigatore privato (1). (1)Articolo così sostituito dalla L. 8 agosto 1974, n. 98.

Art. 617 bis Installazione di apparecchiature atte ad intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche: Chiunque, fuori dei casi consentiti dalla legge, installa apparati, strumenti, parti di apparati o di strumenti al fine d’intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche tra altre persone e’ punito con la reclusione da uno a quattro anni.
La pena e’ della reclusione da uno a cinque anni se il fatto e’ commesso in danno di un pubblico ufficiale nell’esercizio o a causa delle sue funzioni ovvero da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato (1). (1) Articolo aggiunto dalla L. 8 agosto 1974, n. 98.

Art. 617 ter Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche: Chiunque, al fine di procurare a se’ o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, forma falsamente, in tutto o in parte, il testo di una comunicazione o di una conversazione telegrafica o telefonica ovvero altera o sopprime, in tutto o in parte, il contenuto di una comunicazione o di una conversazione telegrafica o telefonica vera, anche solo occasionalmente intercettata, e’ punito, qualora ne faccia uso o lasci che altri ne faccia uso, con la reclusione da uno a quattro anni.
La pena e’ della reclusione da uno a cinque anni se il fatto e’ commesso in danno di un pubblico ufficiale nell’esercizio o a causa delle sue funzioni ovvero da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato (1). (1) Articolo aggiunto dalla L. 8 agosto 1974, n. 98.

Art. 617 quater Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche:
Chiunque fraudolentemente intercetta comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra più sistemi, ovvero le impedisce o le interrompe, e’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, la stessa pena si applica a chiunque rivela, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, in tutto o in parte, il contenuto delle comunicazioni di cui al primo comma.
I delitti di cui ai commi primo e secondo sono punibili a querela della persona offesa.
Tuttavia si procede d’ufficio e la pena e’ della reclusione da uno a cinque anni se il fatto e’ commesso:
1) in danno di un sistema informatico o telematico utilizzato dallo Stato o da altro ente pubblico o da impresa esercente servizi pubblici o di pubblica necessità;
2) da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, ovvero con abuso della qualità di operatore del sistema;
3) da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato (1). (1) Articolo aggiunto dall’art. 6, L. 23 dicembre 1993, n. 547.

Art. 617 quinquies Installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire od interrompere comunicazioni informatiche o telematiche:
Chiunque, fuori dai casi consentiti dalla legge, installa apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico ovvero intercorrenti tra piu’ sistemi, e’ punito con la reclusione da uno a quattro anni. La pena e’ della reclusione da uno a cinque anni nei casi previsti dal quarto comma dell’articolo 617 quater (1). (1)Articolo aggiunto dall’art. 6, L. 23 dicembre 1993, n. 547.

Art. 617 sexies Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche:
Chiunque, al fine di procurare a sè o ad altri un vantaggio o di arrecare ad altri un danno, forma falsamente ovvero altera o sopprime, in tutto o in parte, il contenuto, anche occasionalmente intercettato, di taluna delle comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra più sistemi, e’ punito, qualora ne faccia uso o lasci che altri ne facciano uso, con la reclusione da uno a quattro anni. La pena e’ della reclusione da uno a cinque anni nei casi previsti dal quarto comma dell’articolo 617 quater (1). (1) Articolo aggiunto dall’art. 6, L. 23 dicembre 1993, n. 547.

Art. 618 Rivelazioni del contenuto di corrispondenza:
Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 616, essendo venuto abusivamente a cognizione del contenuto di una corrispondenza a lui non diretta, che doveva rimanere segreta, senza giusta causa lo rivela, in tutto o in parte, e’ punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da lire duecentomila a un milione.
Il delitto e’ punibile a querela della persona offesa.

Art. 619 Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza commesse da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi e dei telefoni:
L’addetto al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni, il quale, abusando di tale qualità, commette alcuno dei fatti preveduti dalla prima parte dell’articolo 616, e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.


Se il colpevole, senza giusta causa, rivela, in tutto o in parte, il contenuto della corrispondenza, e’ punito, qualora il fatto non costituisca un più grave reato, con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da lire sessantamila a un milione.

Art. 620 Rivelazione del contenuto di corrispondenza, commessa da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni: L’addetto al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni, che, avendo notizia, in questa sua qualità, del contenuto di una corrispondenza aperta, o di una comunicazione telegrafica, o di una conversazione telefonica, lo rivela senza giusta causa ad altri che non sia il destinatario, ovvero a una persona diversa da quelle tra le quali la comunicazione o la conversazione e’ interceduta, e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Art. 621 Rivelazione del contenuto di documenti segreti: Chiunque, essendo venuto abusivamente a cognizione del contenuto, che debba rimanere segreto, di altrui atti o documenti, pubblici o privati, non costituenti corrispondenza, lo rivela, senza giusta causa, ovvero lo impiega a proprio o altrui profitto, e’ punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione fino a tre anni o con la multa da lire duecentomila a due milioni.


Agli effetti della disposizione di cui al primo comma e’ considerato documento anche qualunque supporto informatico contenente dati, informazioni o programmi (1).
Il delitto e’ punibile a querela della persona offesa. (1) Comma aggiunto dall’art. 7, L. 23 dicembre 1993, n. 547.

Art. 622 Rivelazione di segreto professionale: Chiunque, avendo notizia, per ragione del proprio stato o ufficio, o della propria professione o arte, di un segreto, lo rivela, senza giusta causa, ovvero lo impiega a proprio o altrui profitto, e’ punito, se dal fatto può derivare nocumento, con la reclusione fino ad un anno o con la multa da lire sessantamila a un milione. Il delitto e’ punibile a querela della persona offesa.

Art. 623 Rivelazione di segreti scientifici o industriali:Chiunque, venuto a cognizione per ragione del suo stato o ufficio, o della sua professione o arte, di notizie destinate a rimanere segrete, sopra scoperte o invenzioni scientifiche o applicazioni industriali, le rivela o le impiega a proprio o altrui profitto, e’ punito con la reclusione fino a due anni.
Il delitto è punibile a querela della persona offesa.

Art. 623 bis Altre comunicazioni e conversazioni: Le disposizioni contenute nella presente sezione, relative alle comunicazioni e conversazioni telegrafiche, telefoniche, informatiche o telematiche, si applicano a qualunque altra trasmissione a distanza di suoni, immagini od altri dati (1). (1) Articolo cosi’ sostituito dall’art. 8, L. 23 dicembre 1993, n. 547.